Catechisti e Ragazzi dell’Oratorio

Quella del Catechista è una figura di primo piano nella Chiesa. In piena umiltà e fiducia, il Catechista: a) – È un testimone: parla in prima persona di cose che fanno parte della sua esperienza di fede. “Ciò che abbiamo visto e udito lo annunziamo anche a voi” . 1Gv 1, 1-3. b) – È un maestro, chiamato a rendere esplicita la ricchezza del mistero di Cristo, a far percepire e capire, per quanto è possibile, la realtà di Dio che si rivela e si comunica. “Andate e ammaestrate tutte le genti (.) insegnando loro a osservare tutto ciò che Io vi ho comandato” . Mt 28, 19. c) – È un educatore: si propone il pieno sviluppo della personalità cristiana dei fedeli. Più che con le parole, si fa educatore offrendo la sua vita come modello. “Siate miei imitatori come io lo sono di Cristo”. 1Cor 11, 1. La migliore definizione di Catechista la dà il Catechista stesso con la sua vita. Egli è quindi chiamato per primo a una continua conversione. È facile, però perdere di vista poco per volta questo ideale. Alla debolezza del singolo vengono in soccorso, con la grazia di Dio, l’amore e la solidarietà del gruppo Catechisti e di tutta la comunità. – Le riunioni di preghiera. – La revisione di vita. – Lo studio fatto in comune. – Lo scambio di esperienze. – La carità fraterna. Ecco dei preziosi aiuti perché ciascuno cresca nella consapevolezza della propria missione. Testimone di Cristo Salvatore, ogni Catechista deve sentirsi e apparire, lui pure, un salvato: uno che ha avuto non da sé, ma da Dio, la grazia della fede, e si impegna ad accoglierla e a comprenderla, in un atteggiamento di umile semplicità e di sempre nuova ricerca. Educatore dei fratelli nella fede, egli è debitore verso tutti del Vangelo che annuncia; dalla fede e dalla testimonianza di tutti egli si lascia a sua volta educare. Oltre a conoscere adeguatamente il messaggio che espone, egli ne è segno visibile, mediante la sua vita. Quanti lo ascoltano, devono poter avvertire che, in certo modo, i suoi occhi hanno visto e le sue mani hanno toccato; dalla sua stessa esperienza devono ricevere luce e certezza. I Catechisti sanno che non diventano maestri che ripetono nozioni acquisite, ma camminano nel discepolato, dove la lunga esperienza di ascolto abilita ad accogliere la Parola nell’oggi della Chiesa e dell’uomo, assieme ai propri fratelli, per favorirne la comprensione e la fruttuosità. La cura per personali momenti di preghiera, di docile ascolto della Parola, di cordiale scambio ecclesiale e di accordo con i pastori è via normale e indispensabile per mantenere vero il proprio servizio, vincolando al suo fondamento evangelico che è il discepolato nella chiesa. Discepolato e testimonianza, missionarietà e compagnia, cura delle armonie, dicono il ritmo interiore del Catechista, che consente la fedeltà e la creatività del suo servizio. Così, proprio all’interno del loro servizio, i Catechisti vedono emergere progressivamente ed esistenzialmente, la fisionomia di educatori nella fede, della quale il Signore ha fatto loro dono e urgenza. La fede, infatti, essi la scorgono, e la sostengono nel suo primo e stabile radicarsi nel cuore e nella vita dell’uomo, seguono tappe e propongono strumenti per il suo sviluppo e consolidamento, l’accompagnano e la stimolano in vista della sua permanente fecondità. Ai Catechista, in particolare, spetta il compito specifico e delicato di trasmettere la fede e di educare alla totalità della vita cristiana. Da qui un’ulteriore esigenza di una sua formazione qualificata e di un sostegno costante da parte della comunità affinché “ricevendo possano dare” e aiutare i ragazzi dell’oratorio a percorrere il cammino di iniziazione cristiana.